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Nonostante lo sviluppo industriale, l'economia dell'Abruzzo conta ancora molto sul tipico artigianato locale. Tra le attività più rappresentative c'è la ceramica, che ha il suo centro a Castelli e la cui produzione, già nota nel '400, si diffuse nel '600 grazie al maestro Carlo Antonio Grue. La sua particolarità è data dai vivaci colori che caratterizzano i disegni tipici di Castelli.
Troviamo, inoltre, la lavorazione della pietra bianca calcarea Maiella ancora oggi eseguita da abili scalpellini per realizzare sculture particolarissime. Grande maestro in quest 'arte è stato Pietro Cascella.
Nei numerosi laboratori orafi, in cui si tramandano antiche tradizioni, vengono realizzati oggetti in argento, oro e pietre preziose, esempi di artigianato pregiato. Simbolo di oreficeria in Abruzzo è la presentosa, ornamento femminile il cui nome fu inventato da Gabriele D'Annunzio.
L 'artigianato tessile ha, forse, le origini più antiche. Le famose tarante, colorate coperte di lana ancora prodotte a Taranta Peligna, ne sono la testimonianza. La cittadina di Penne, invece, è famosa per i suoi bellissimi arazzi, che adornano prestigiosi palazzi italiani. I paesi di Scanno e Pescocostanzo sono i maggiori centri del merletto al tombolo. Le origini del tombolo sono medievali ed in quel periodo, nel 1493, la Regina Isabella in visita a L'Aquila, insieme al consorte Re di Napoli, rimase vivamente ammirata dalla bellezza raffinata dei merletti di cui erano adorne le donne aquilane.
Le origini contadine e pastorizie degli abruzzesi hanno favorito la loro abilità nella lavorazione dei metalli per produrre utensili di uso domestico. La conca in rame dagli ampi manici è uno dei simboli della regione e se ne producono ancora insieme a tegami, bracieri, piatti e oggetti decorativi. Con il ferro battuto, caratteristico dei paesi di Guardiagrele ed Ortona, vengono realizzati moltissimi oggetti di varie dimensioni come: lampadari, cancelli, attrezzi per il camino, mobili e soprammobili vari.
Prodotti tipici della lavorazione del legno, faggio in particolare, sono il 'ddu bbotte, sorta di piccola fisarmonica suonata ancora nelle feste paesane e le madie di Arischia, mobiletti in cui si conservava il pane.
Dalla tradizione dell'allevamento, invece, nasce la produzione di borse, cappelli e cinture in cuoio, tipica della provincia di Teramo, e quella di selle e frustini, che da L'Aquila vengono esportati in tutta Europa.
ENOGASTRONOMIA
La tradizione gastronomica dell’Abruzzo spazia da una cucina marinara, della costa adriatica, a quella più interna e montanara caratterizzata da sapori forti e decisi delle carni, dei formaggi e del più noto “tartufo dell’aquilano”. Il tartufo è un tubero diffusissimo sui monti aquilani, tanto che l’Abruzzo è la regione italiana con la maggiore produzione sia per quantità sia per varietà. Altro tipico alimento delle zone montane è la lenticchia nera di Santo Stefano di Sessanio, grazioso borgo alle falde del Gran Sasso. Da secoli nelle terre abruzzesi si ammira le grandi distese d’oliveti, soprattutto sulle colline lontane dal mare. Tre sono le DOP che danno prestigio alla produzione olivicola regionale: “L’Aprutino pescarese”, il “Bruzio” e il “Colline Teatine”.
La regione Abruzzo, inoltre è una terra rinomata per uve e vini sin dai tempi dei latini. Ovidio, infatti dicendo “uve” e non “uva”, alludeva certamente alla varietà di vitigni presenti, che ritroviamo nelle due maggiori DOC dell’Abruzzo: il Montepulciano e il Trebbiano.
Per finire i dolci d'Abruzzo, dagli ingredienti semplici ma genuini, hanno come grandi protagoniste le mandorle. Anche nel il tipico torrone tenero de L'Aquila, la cui tradizione è ormai consolidata da due secoli, annovera tra i suoi ingredienti principali le mandorle. Su tutti trionfano i confetti di Sulmona, la cui tradizione risale al XV secolo quando si incominciò a produrli e allo stesso tempo anche a confezionarli nel modo tuttora in uso, iniziato dalle monache del monastero di Santa Chiara che con i confetti elaborarono fiori, spighe e grappoli uniti tra loro da fili di seta. Infine tra i dolci troviamo i classici “Mostaccioli” de L'Aquila, il “Parrozzo”(reso famoso da D'Annunzio che lo battezzò con il nome tutt'oggi in uso) ed il Pan dell'Orso, antico dolce preparato a Scanno nelle occasioni speciali. In chiusura di questa elencazione si è lasciato il posto al dolce tipico di Guardiagrele che ha una doppia denominazione: Tre Monti o Sise di Monache.





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